Cena in Bianco Torino – coming soon 5/7

… Il flash mob tanto atteso di cui vi ho parlato qui e qui è quasi pronto, abbiamo una data (segnatevela) 5 LUGLIO manca il luogo ma quello verrà comunicato via mail o facebook lo stesso giorno, qualche ora prima.

Pronti a partecipare?!

Il giorno stesso, non appena ricverò info, vi aggiornerò!

NON MANCATE!

Qui di seguito il video ufficiale dell’evento per ripassare 🙂

Aloha!

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Ricettina SMS: salatini salsiccia formaggio velocissimi!

salatini alla salsiccia

 

Partita Italia – Inghilterra: fiumana di amici in arrivo a casa, caldo aberrante, voglia di cucinare zero… il solo pensiero di accendere il forno mi fa drizzare i capelli, ma!!!!! Sono riuscita però ad attuare un ottimo compromesso per accogliere gli amici con salatini sfiziosi che esulano dal sempreverde wurstel senza morire dal caldo:

Salatini con la salsiccia. 

Come si fanno?! Ah beh! Ritagliatevi 10 secondi per leggere…è più difficoltoso e lungo attendere che il forno si scaldi…

  • rotolo di pasta sfoglia
  • salsiccia a piacere (normale, aromatizzata, col finocchietto…. io personalmente ho utilizzato la salsiccia col formaggio dentro)

Accendere il forno ventilato a 180°

Stendere la pasta sfoglia sulla propria carta forno, distendervi la salsiccia sopra e arrotolarla, componendo un cilindro. Affettatelo in fette larghe almeno un centimetro oppure lasciate il rotolo intero (vedi foto) e fate delle incisioni leggerissime sulla sommità.  Bagnate con latte o tuorlo d’uovo (non insieme, fate una scelta!) la superficie della pasta per permettere alla sfoglia di dorare e non bruciare. Spolverate con sale, origano, rosmarino, paprika…. ciò che più vi piace… io  personalmente ho messo semi di finocchio per riprendere le spezie all’interno della salsiccia, bella condita di suo… 😀

Infornate per circa 20 min, sfornate, staccate i salatini dalla carta forno e….. GNAM!

salatini a fette o rotolo intero pronto per cuocere….

 

rotolo affettato una volta cotto

Le faccende domestiche – il lato oscuro della forza convivenza

Le faccende domestiche a due a volte rappresentano il lato oscuro della forza famiglia 🙂

Le faccende domestiche sono un punto molto ostico nella vita di coppia di qualsiasi piccioncino che conosca.

Si comincia con pucci-pucci-gne gnegne e si termina con “le mutandeeeeeeee per terraaaaaaarghhh” oppure con “tanto qui faccio tutto io!” e via dicendo, ne abbiamo piene le orecchie di amiche che fanno tutto in casa e uomini che non fanno nulla tranne che il salto del divano alla sera.

Ancor prima che il Barbaro entrasse in casa per convivere, già era a conoscenza della mia idea di collaborazione sotto lo stesso tetto.

Ve la racconto, così come ho fatto con lui, con questa storia:

35 anni fa e sto parlando degli anni ’70 quando era molto diffuso per non dire comune il costume che l’uomo non muovesse un dito in casa mentre la donna, che si affacciava timidamente nel mondo del lavoro dopo secoli di casalinghitudine, si trovava a dover lavorare il triplo, districandosi fra lavoro, lavoro in casa e lavoro di mamma+moglie… dicevo, 35 anni fa, mio papà appena sposato con la Mutter, le disse queste semplici parole “siamo in due, se vogliamo costruire qualcosa assieme, è giusto che ti aiuti anche io in casa, magari non farò bene all’inizio ma posso imparare”. I miei genitori mi raccontano spesso delle critiche ricevute dai parenti perchè papà aiutava in casa e veniva considerato uno scandalo, un lavoro da donne, un povero sfruttato e mia madre veniva additata come spietata, crudele e senza alcun senso femminile da “vera” donna. Ma il silenzio e la perseveranza hanno convinto negli anni anche i più scettici. Ad oggi, mio papà in casa fa tutto, ma proprio tutto, dal pulire pavimenti, piatti, stendere, fare la polvere, mettere in ordine, cucinare, aggiustare in casa ecc.. l’unica cosa che proprio non fa (ma credo che sia proprio una negazione, gnà fà) è stirare. Credo che la collaborazione in casa sia uno dei molti motivi che, ad oggi, vedono i miei genitori assieme dal 1977 anzi, lo scrivo così è più bello, millenovecentosettantasette. Il lavoro di squadra, l’intercambiabilità ha cementato le basi della famiglia negli anni.

La regoletta che al momento seguiamo è: chi arriva in casa per primo prepara la cena e il pranzo per il giorno dopo (la schiscetta, per intenderci), apparecchia la tavola mentre chi arriva dopo lava i piatti e fa qualcosa d’altro (lava il bagno, pulisce per terra..)

Essendo la prima settimana, abbiamo tutto sottosopra per cui prima bisognerà mettere in ordine in generale la casa e poi si comincerà con la routine.

Cercando in rete qualche metodo per dividere i compiti in casa in modo allegro e sereno, ho trovato il consiglio di scrivere su un foglio ciascuno:

  • le faccende di casa che odiamo fare in assoluto
  • quelle invece che ci impegniamo a fare sempre con responsabilità assoluta e in autonomia (una o 2 al massimo)
  • una invece che faremo sempre insieme.
  • Poi si confrontano i foglietti e si decide insieme come fare ad organizzarsi nella quotidianità, cercando di intercambiarsi ogni tanto.

Lo attuerò questo weekend e poi vi dirò com’è andata. 🙂

Aloha!

Cena in bianco – Diner en blanc a Torino

Chi mi conosce sa che amo la luce, il candore degli oggetti e degli ambienti e che, alleato di tutto ciò, non poteva che esserci il colore bianco. Il non-colore, come lo definiscono i tecnici dei pantoni 😀

Qualche giorno fa, fra le letture del mio Google reader ho notato questo post tratto dal blog TheChefisontheTable, blog di due ragazzi milanesi appena sbarcati a Torino e subito mi sono fatta prendere dall’entusiasmo.

Si tratta della CENA IN BIANCO anzi, diner en blanc come lo chiamano gli inventori di questo flash mob particolare e davvero d’effetto.

L’effetto scenico è garantito, la bellezza dell’evento è sorprendente

Istruzioni per la cena in bianco: semplice, tutto ruota sull’organizzazione e sulla buona educazione (ultimamente abbandonata dai più) e sulla tempestività della comunicazione dell’evento.

Si viene contattati il giorno prima tramite mail e avvisati del luogo e dell’ora. Ci si presenta vestiti di bianco dalla testa ai piedi (molti si chiederanno se non ci sia qualche raduno mondiale gelatai in città), con appresso cestino da pic nic (non per forza bianco),  tavolo, sedie, tovaglia tutto rigorosamente candido, stoviglie possibilmente non di plastica e decorazioni bianche a scelta, ad estro dei partecipanti quali candele, fiori, centrotavola, cestini del pane, segnaposto ecc..

Si apparecchia, si mangia, si parla, si condivide con i vicini perchè no e poi si sparecchia, si riordina e non si lascia traccia.

Tutto in modo perfettamente educato e inserito in un contesto cittadino. L’effetto è garantito, ho avuto modo di guardare le foto degli eventi parigini che oramai da vent’anni si ripetono ogni anno in giugno e, oltre a chiedermi come facessero ad organizzare tutto vent’anni fa quando non c’erano smartphone, internet capillare, mail e sms sono rimasta affascinata dall’ambiente, così pulito, conviviale e chic. Uno splendido spaccato di civiltà e condivisione.

Cosa è ammesso: tutto ciò che è bianco vestiti compresi, acqua, vino, buona educazione, condivisione col vicino, risate e buon cibo

Cosa è vietato: alcolici e bevande di qualsiasi genere oltre a quelle sopracitate, bevande in lattina, presentarsi senza vestiti bianchi, maleducazione, sporcizia intesa come non riordinare e non togliere i propri rifiuti alla fine dell’evento.

Importatrice dell’evento da Parigi in esclusiva per Torino è Antonella Bentivoglio d’Afflitto, torinese, direttore creativo e strategic planner di The Kitchen of Fashion.Mood & Cool Hunting.

Per partecipare, comunicare i propri riferimenti tramite mail a: cenainbiancotorino@gmail.com

L’evento è totalmente gratuito.

Se l’idea vi alletta (personalmente ho già inviato la mail di prenotazione per il prossimo evento)  potete seguire il tutto su Facebook tramite:

La pagina del gruppo : qui

La pagina ufficiale facebook “Cena in bianco Torino” : qui

…. non fatevelo scappare, al primo evento di qualche settimana fa erano già in TREMILA!

Aloha!

Diner Blanc a Notre Dame, Parigi

RistoGNAM: La Taverna del Ghiottone – Luserna San Giovanni

E’ importante segnalare un posto quando ci si trova bene, si mangia anche meglio e si viene trattati in maniera calorosa, attenta e conviviale. Questo è il caso della Taverna del Ghiottone a pochi passi da dove abito.

Ci siamo andati a cena venerdì sera, io, il Barbaro ed una coppia di amici; abbiamo sfruttato l’offerta che vige in questo periodo di “pierrade+raclette” ad un prezzo concorrenziale.

I proprietari ci hanno riservato un tavolo, l’ambiente è confortevole, accogliente, il locale è pulitissimo così come i bagni, bellissimi e lindi.

Su ogni tavolo ci sono una piastra apposita per la pierrade e dei padellini per la raclette.

La cena è cominciata con la scelta del vino: Favorita delle Langhe o Arneis. La nostra scelta è ricaduta sulla Favorita, temperatura perfetta e fruttata. Abbiamo poi cominciato con degli affettati come antipasto, molto buoni e profumati; dopodichè si è cominciata la cena vera e propria: salsiccia, vitello, pollo, tacchino, patate, zucchine, peperoni e melanzane tutto servito in modo abbondante ed illimitato (se li finite ve ne porteranno altro ad oltranza, senza problemi). Devo sottolineare la bontà della carne, la freschezza e la morbidezza dei tagli che si sentivano una volta cotti sulla pierrade.

Il tutto in aggiunta a 4 tipi di sale differenti (blu di persia, nero, rosa dell’himalaya e integrale) da utilizzare sulla carne, 4 tipi di maionese (normale, con funghi, con verdure e un altro tipo che non ricordo) per accompagnare verdure e carne e, cosa più importante, la raclette illimitata (stesso principio della carne e delle verdure) da sciogliere negli appositi padellini sotto la pietra da gustare sulla carne o sulle verdure.

Nel menu era compreso anche il vino, l’acqua, il dolce, il caffè e il “pussa caffè” (digestivo in piemontese)  e devo dire che siamo stati trattati in maniera eccellente. I dolci di produzione propria erano buonissimi (semifreddo torroncino e cioccolato, semifreddo allo zabaione, sorbetto al limone, semifreddo alla nocciola ma in ogni caso cambiano a seconda della stagione e dell’estro del cuoco), il caffè buono e la selezione di digestivi era davvero impressionante, almeno una ventina .

La caratteristica di questo locale è che, la maggior parte delle materie prime utilizzate e dei vini, digestivi proposti vengono reperiti dai produttori locali di zona o comunque del Piemonte (ad es. il vino proposto è una Favorita o un Arneis) e che “la pierrade + raclette” è su prenotazione per garantire l’alta qualità dei prodotti.

Per i bimbi ospiti è prevista anche una sorpresa, seggioloni  ed un menu apposito per loro.

Che dire?! Assolutamente da consigliare e da provare! Posti così buoni, con un rapporto qualità prezzo così alto sono sempre più rari da trovare per cui, quando si trovano bisogna approfittarne! CONSIGLIATISSIMO!

Aloha!

 

RistoGNAM: Il Cernacchino – Firenze

Recensione del 28 marzo 2011 tratta come sempre da duespaghi.it …in onore del primo compleanno della nostra prima visita al Cernacchino…condivido con voi questo splendido posto, molto verace, reale ma soprattutto buono, incastonato in una delle città più belle del mondo.

se vi capita di essere in zona… non perdetevelo!

“Posizione assolutamente privilegiata [in pratica “davanti” a Piazza della Signoria, guardare google maps per credere] Il Cernacchino offre un rapporto qualità-prezzo ottimo!
Venerdì io ed il mio ragazzo in visita da Torino, siamo andati di filata al Cernacchino.
E’ stata un’esperienza incredibile!!! io ho preso un panino grande [€5,00 meglio spesi dell’intera giornata] con la Porchetta senese mentre la mia dolce metà ha addentato un panino grande con la Ciccina Bona….e poi, visto che sì, eravamo già pienotti ma quella mortadella esposta nel bancone ci faceva l’occhiolino…ci siamo fatti anche un panino con mortadella di Siena…. mamma che bontà!
ASSOLUTAMENTE DA PROVARE!
Nota: I panini vengono tagliati sopra la metà, svuotati della mollica e riempiti, come se fossero ciotole, di polpette, porchetta, manzo, affettati e quant’altro compreso nel menu appeso alla vetrina e all’interno del locale… tutto cucinato dalle simpaticissime signore proprietarie del locale!

RistoGNAM: Trattoria nelle Vigne – Diano d’Alba

spippolando ehm, girovagando su duespaghi.it avevo letto parecchie recensioni positive di questa trattoria che poi, in effetti tanto trattoria non è, o almeno non nel senso comune del termine ecco… uno si aspetta una trattoria un po’ nascosta, vecchia, con tovaglie a fantasia anni 80 e quadretti attaccati alle pareti di mattoni lisi dal tempo e invece si ritrova in una simil baita – eco moderna chic in legno e vetro da far brillare gli occhi agli amanti del design e dell’architettura dell’Europa del Nord, abbarbicata su una collina con attorno solo filari di vigne (da cui il nome appunto).

e questo è solo l’inizio, direi, il biglietto da visita, ecco.

Questo è il sito e questa è la mia recensione tratta sempre da duespaghi.it.

“Siamo riusciti finalmente a far cena proprio ieri sera e abbiamo riservato un tavolo nella veranda (consigliatissima di giorno quando la vista sulle Langhe e sulle vigne del ristorante è mozzafiato).
Confermo tutto ciò che dicono le altre recensioni, il menu è fisso, le porzioni abbondanti (noi siamo ottime forchette ma non siamo riusciti a finire il secondo) e il prezzo assolutamente onesto.
– 5 antipasti (acciughe salsa noci, sformato di porri con gorgonzola, insalata langarola di galletto con toma e verdure, battuta di fassone al coltello e pane fritto con lardo),
– primo (ravioli del plin burro e salvia per me, tajarin al ragù per il mio compagno)
– secondo (arrosto alle nocciole con patate al forno)
– dolce (panna cotta al caramello + semifreddo al torrone)
– 2 bottiglie di acqua
– 1 bicchiere di Dolcetto di produzione del ristorante
conto totale: 53 euro.
Onesto e rinfrancante considerando location da urlo, cibo buonissimo e tradizionale e tempi di servizio molto veloci (dettati forse dall’unicità del menu).

Ci torneremo quanto prima. CONSIGLIATO!”